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Clubhouse App: il nuovo social network

Clubhouse è un social network lanciato nel 2020. È stata creato da Paul Davidson e Rohan Seth, che nel Febbraio del 2020 hanno fondato la società Alpha Exploration. Per la fine del 2020 la loro app era già valutata 100 milioni di dollari. Solo un mese dopo, nel Gennaio del 2021, la sua valutazione è salita a un miliardo di dollari.

Al momento della sua “scoperta” ufficiale, il nuovo social network aveva appena 1500 utenti. Non aveva nemmeno un sito web. Viene da domandarsi quale sia stato il fattore decisivo che l’ha portata sulla bocca di tutti. La sua forza sono stati gli investitori di qualità. Tra quei 1500 iscritti c’era chi, tre mesi dopo il lancio, ha investito ben 12 milioni di dollari. Tra i sostenitori più importanti c’è il fondo di venture capital Andreessen Horowitz. Proprio questo fondo era stato anche tra i primi a credere in Twitter, Facebook e AirBnb.

Attualmente l’app è in fase di Beta Test ed è disponibile solo per IOS. Significa che la può usare solo chi possiede un Iphone o un dispositivo Apple. Nonostante ciò la sua crescita non è mai rallentata. Come se gli sviluppatori non riuscissero a stare al passo con la sua crescente fama. Ovviamente questa è una piccola verità: dietro ci sono strategie di mercato e studi adatti a un Big Tech Business.

L’economia ha le sue regole. Per quanto buona l’idea e per quanto repentino è stato il successo iniziale … il progresso va monetizzato. Come per ogni altro social network, vi sarà l’introduzione delle pubblicità. Poi potrebbero pensare di vendere inviti o abbonamenti o altro.

La prospettive sono allettanti. Investire in Clubhouse in questo periodo potrebbe ancora essere un’idea vincente. Ma ora vediamo come funziona.

Come funziona

Clubhouse è un social network organizzato in stanze. Per accedere a una stanza è obbligatorio avere un invito. Non rendere l’app accessibile a tutti è stata una scelta dettata dalle fasi di sviluppo. Come abbiamo detto, Clubhouse è ancora in fase di Beta Test. Gli sviluppatori devono studiarne i limiti e gli eventuali bug da correggere. Solo a quel punto sarà possibile dare il via libera al grande pubblico.

Nonostante queste limitazioni, il social network ha già superato i due milioni di iscritti. Tra chi si vanta di avere decine di inviti e chi li chiede su altre piattaforme. A far schizzare il numero di iscritti è stato Elon Musk, di cui discuteremo tra poco.

Si possono inviare solamente audio in diretta. Devono essere pertinenti alla conversazione, che segue il “claim” (o “topic”) della stanza.

Per accedere a una stanza gli utenti devono rispettare dei requisiti. Il primo è avere almeno 18 anni. Quindi bisogna verificare la propria identità. Infine bisogna accettare di non diffondere contenuti di “abusi, bullismo e molestie nei confronti di nessuna persona o gruppo”.

Gli utenti hanno dei ruoli. In ogni stanza possono esserci:

  • Moderatori; hanno il compito di gestire la conversazione, di invitare gli speaker, di dare e togliere la parola o di cacciare gli utenti dalla stanza.
  • Speaker; sono coloro che parlano.
  • Listener; possono assistere alla conversazione e chiedere di intervenire.
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La faccia oscura di Clubhouse

Ad attrarre le persone c’è il desiderio di conversare e allo stesso tempo il desiderio di riservatezza online. Il concetto di privacy è stato violentato sotto ogni punto di vista. Clubhouse sembra offrirne un po’ in un mondo dove tutto è pubblico o tutto è sorvegliato.

Nelle stanze di Clubhouse, infatti, è possibile inviare solamente messaggi vocali. Questi vengono cancellati dalla piattaforma appena la stanza si chiude. Si tratta di un’arma a doppio taglio. Da una parte la privacy, dall’altra la possibilità di creare gruppi di soggetti loschi. Immaginate una stanza piena di persone violente, di razzisti, di sessisti o altro. È un po’ l’esempio di telegram e il problema che ha avuto con i gruppi illegali. Lo scandalo globale più recente sono i gruppi telegram di revenge porn. Potenzialmente potrebbero essere creati anche su Clubhouse.

L’app non può sentire le voci degli iscritti se la loro impostazione è su “muto”. I messaggi vocali oltre ad eliminarsi con la stanza, sono anche criptati. Tuttavia, vi sono delle eccezioni. Infatti eventuali abusi possono essere segnalati. Clubhouse può prendere provvedimenti contro violenza e ogni forma di incitamento all’odio solo se queste vengono segnalate. In questo caso le conversazioni vengono registrate e trattenute. Per segnalare, ovviamente, bisogna essere all’interno della stanza. E ogni tipologia di partecipante può effettuare le segnalazioni.

Questa non è assolutamente una garanzia. Si presuppone che le persone in una stessa stanza abbiano interessi in comune. Ad esempio: se sono tutti razzisti, nessuno segnalerà. I contenuti violenti potrebbero essere tacitamente approvati da tutti. Così clubhouse si trasforma nell’ennesima piattaforma che diffonde odio.

Ad ogni modo, se l’indagine dovesse confermare la presenza di abusi, il social network prende provvedimenti. A seconda della gravità, i provvedimenti vanno da un’ammonizione, all’espulsione, alla segnalazione alle autorità competenti.

Elon Musk su Clubhouse

Come abbiamo detto, Clubhouse attualmente accetta un numero ristretto di utenti. Questo numero è aumentato esponenzialmente nell’ultimo periodo. Tra le cause ci sono da un lato la ricerca della riservatezza e le altre caratteristiche proprie della piattaforma. Dall’altro, invece, ci sono una serie di iniziative lanciate dal social network. Ad esempio incontri di rilevanza mondiale con personaggi d’interesse.

L’esempio più eclatante è quello di Elon Musk su Clubhouse. La sua intervista nella stanza “Good Time” ha raccolto la partecipazione di migliaia di utenti. Il primo febbraio l’uomo più ricco del mondo ha tenuto una conferenza di due ore. In pochi minuti dall’apertura della stanza aveva esaurito tutti i 5 mila posti a disposizione, per poi essere mandata in diretta su decine di altre stanze.

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Musk ha inaugurato il meeting con la citazione “Colui che controlla i memes controlla l’universo”. Una frase apparentemente innocua, che ha in qualche modo segnato il passaggio al nuovo social network.

Questo è solo un esempio delle potenzialità di Clubhouse. Una dimostrazione di quanto ancora può crescere, organizzando eventi di spessore e allo stesso tempo di nicchia. Più settori saranno coinvolti, tanti più utenti cercheranno un invito per partecipare a una delle stanze.

Un esempio come altri potrebbe essere il lancio e la discussione di un nuovo prodotto. Immaginate quante persone potrebbero essere interessate a un’intervista sulle caratteristiche del prossimo iPhone. Oppure una stanza in cui si discutono i prossimi traguardi di una grande compagnia. Vengono subito in mente i brand advocates, che vorranno avere per primi le informazioni più interessanti.

Insomma, la classica corsa allo scoop potrebbe a breve diventare una corsa alla ricerca dell’invito nella specifica stanza di Clubhouse.

Come trovare inviti per clubhouse

Per scaricare l’app di Clubhouse serve un invito. Con l’’accesso vengono assegnati automaticamente due inviti. Poi, più si resta sull’applicazione e più il numero di inviti a disposizione aumenta. Questa è sicuramente la strada più diretta per entrare nel social network.

In verità Clubhouse si può scaricare anche senza invito. In questo caso si dovrà fare la registrazione e dare accesso a tutta la vostra rubrica. È una sorta di “pre-iscrizione” nell’attesa di ricevere un invito. Una volta effettuata, l’app invierà una notifica a tutti i contatti, che potranno cliccarci sopra e concedervi l’accesso.

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